Stonewall: la lotta per i diritti giovanili

Ciao ragazzi!

Oggi  cambio un po’ argomento e vi parlo di un film, in uscita nelle sale italiane il 5 maggio 2016 e che mi incuriosisce molto: Stonewall.

Innanzitutto, potete trovare la pagina Facebook di Stonewall qui.

foto locandina.jpg

Questa è la locandina ufficiale del film.

Alla regia abbiamo il tedesco Roland Emmerich, nome che forse non tutti conoscono, ma sicuramente coloro che sono nati tra gli anni ’80 e i 2000 avranno sentito parlare di film come Independence Day, 2012 o The Day After Tomorrow.

Gli elementi comuni a questi titoli sono il fatto che appartengono allo stesso genere, ossia il disaster movie, e il regista, Emmerich: le trame sono più o meno prevedibili, cast più o meno conosciuti, incassi relativamente alti, e le costanti di angoscia e ansia.

Per l’appunto, Emmerich era solito trattare di questi mondi catastrofici dagli effetti speciali, ma poi ha deciso di voler mostrare al suo pubblico qualcos’altro, ossia uno spaccato di storia che pur non vantando post produzioni milionarie mostra una componente sensazionale. Fa questo appunto con Stonewall, in prossima uscita.

Il film, che prende il nome dal bar Stonewall Inn di new York (da cui ebbero inizio gli omonimi moti del 1969), ruota attorno alle vicende dei due protagonisti, interpretati da Jeremy Irvine e Jonathan Rhys-Meyers, sullo sfondo di una New York alle soglie degli anni ’70, un po’ sporca e un po’ ribelle e ancora in cerca di una propria identità.

Nello specifico, alla ricerca di identità sono proprio i ragazzi di Emmerich, poco più che adolescenti e alle prese con i problemi che tutti prima o poi ci siamo trovati ad affrontare: incomprensioni con i genitori, bisogno di affermazione, necessità di trovare una collocazione nel mondo. I ragazzi di Stonewall sono soprattutto questo, e non potevano sapere che il loro tentativo di cambiare il mondo avrebbe messo in discussione l’intera opinione pubblica mondiale in una contesa che perdura tutt’oggi.

Troviamo tutte le tematiche che al giorno d’oggi risultano attuali e non ancora superate. Ad esempio, l’omosessualità: negli anni ’70 essere omosessuale, o peggio, transessuale non era visto di buon occhio. Da parte della società non c’era spazio per altro che non fosse disgusto, ribrezzo, rifiuto.

Con questo film, Emmerich ha raccontato una storia che potremmo dire “ispirata” agli avvenimenti storici accaduti a New York nei pressi dello Stonewall Inn, ma resta in realtà abbastanza fedele dal punto di vista della realtà dei fatti, nel tentativo di dare un’interpretazione personale, la volontà di trattare un argomento molto delicato in questi giorni, come quello del mondo LGBT, provando a lasciare agli spettatori la possibilità di immedesimarsi nella rabbia e nella volontà dei protagonisti di battersi nella lotta per la conquista dei propri diritti.

C’è da dire che, con Stonewall, Emmerich è stato coraggioso a voler mettere sulla bilancia  questi argomenti, perché probabilmente altri registi non avrebbero fatto altrettanto.

Quando mi è stato chiesto di anticipare questo film, mi sono subito incuriosita e ho cercato di saperne di più. Devo dire che sono sempre stata attratta dai film a tema giovanile, che affrontano le tematiche di ribellione, disagio e insoddisfazione dei giovani, soprattutto quando si tratta della difesa dei diritti che dovrebbero essere un riconoscimento umano indiscutibile e dato per scontato, non un optional.

Vi invito ad andarlo a vedere, così potremo parlarne insieme una volta che sarà uscito nelle sale!

–> Trovate il trailer ufficiale del film qui.

Fatemi sapere cosa ne pensate non appena sarete andati a vederlo! 🙂

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